mercoledì 18 dicembre 2013

IL MISTERO DI GIUDA

Mt.  26,45b-50:  "Ecco, l'ora è vicina, e il Figlio dell'uomo sarà dato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo;  ecco, si avvicina colui che mi tradisce. Mentre parlava ancora, ecco Giuda, uno dei dodici, arrivò, e con lui una masnada di gente armata di spade e bastoni, mandati dai grandi sacerdoti e dagli anziani del popolo. Colui che lo tradiva, aveva loro dato questo segno: Chi bacerò, è lui: prendetelo. Esubito accostatosi a Gesù gli disse: Salve, Maestro! E lo baciò. Ma Gesù, gli chiese: Amico, a che scopo sei qui? Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo catturarono".

Fino all'ultima cena Gesù aveva nascosto un segreto ai suoi discepoli. 
Veramente non li aveva lasciati all'oscuro sulla sua passione. Aveva testimoniato loro per tre volte che il Figlio dell'uomo doveva essere consegnato nelle mani dei peccatori. Ma egli non aveva ancora rivelato loro la santa cena, egli potè dir loro:  il Figlio dell'uomo sarà consegnato nelle mani dei peccatori a tradimento. "Uno di voi mi tradirà". 
I nemici da soli non possono avere alcun potere su di lui. Ci vuole un amico; un amico dei più prossimi che lo abbandoni, un discepolo che lo tradisca. La cosa più terribile non accade dall'esterno, ma dall'interno. Il cammino di Gesù al Golgota inizia con il tradimento del discepolo. Alcuni dormono, di quel sonno incomprensibile al Getsemani, uno lo tradisce, in conclusione "tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono". Non ha più protezione. Non ci si vuol più far carico di lui: lasciatelo agli altri. Si ha così che Gesù viene respinto, si ritirano le mani protettrici degli amici. Ora le mani dei peccatori facciano di lui ciò che vogliono. Ora mettano le mani su di lui, persone che non avrebbero mai dovuto toccarlo. Ora si prendano gioco di lui, lo scherniscano e lo percuotano. Non possiamo più cambiar niente di questo. 
Ora vediamo che restano solo due persone come protagonisti. I discepoli e gli sbirri si ritirano, sono due gruppi non all'altezza di ciò che devono fare. Solo due sono quelli che fanno la loro opera come va fatta. 
Gesù e Gida. Chi è Giuda? Questo è il problema. E uno dei problemi antichissimi e insistentemente rimeditati nella cristianità. Dapprima atteniamoci a ciò che l'evangelista stesso ci dice in proposito: Giuda, uno dei dodici. Riusciamo a cogliere un pò dell'orrore con cui l'evangelista ha scritto questa piccola frase? Giuda, uno dei dodici, che c'era più da aggiungere? E veramente con ciò non era detto tutto, tutto l'oscuro segreto di Giuda e al tempo stesso il più profondo orrore per questa azione? Giuda, uno dei dodici, il che significa: era impossibile che accadesse questo, era totalmente impossibile, eppure accadde. No, qui non c'è più niente da spiegare e da capire. E' assolutamente inspiegabile, incomprensibile, resta totalmente mistero, eppure è accaduto. Gesù stesso aveva chiamato ed eletto Giuda! E' questo il vero mistero, poichè Gesù sapeva fin dall'inizio chi lo avrebbe tradito.
Nel Vangelo di Giovanni dice Gesù: non sono stato io che ho eletto voi, i dodici? Eppure uno di voi è un diavolo. Giuda, uno dei dodici, il lettore a questo punto è costretto a guardare con la massima costernazione non solo a Giuda, ma anche al Signore che lo ha eletto. E quelli che ha eletto, li ha amati. Li ha fatti partecipare a tutta la sua vita, e Giuda è stato uno di loro. Mai un accenno alla possibilità che Gesù abbia odiato segretamente Giuda. Anzi sembrava che Giuda, per il suo incarico di amministratore il denaro dei discepoli, fosse privilegiato rispetto agli altri. Veramente Giovanni dice in un punto che Giuda era un ladro. E questo doveva essere solo un oscuro accenno al fatto che Iuda aveva come oggetto del suo furto Gesù, che egli derubava Gesù di ciò che non gli spettava, e lo abbandonava al mondo. E anche i trenta denari d'argento sono solo un segno della meschinità e volgarità del dono del mondo per chi conosce il dono di Gesù. Eppure Gesù sapeva dall'inizio chi lo avrebbe tradito!  Giovanni è in grado di riferire inoltre di un segno estremamente misterioso dell'attaccamento di Gesù a Giuda. Nella notte dell'ultima cena Gesù dà a Giuda un boccone di pane intinto, e a questo segno della massima familiarità Satana entra in Giuda. 
Alla stessa ora in cui Gesù Cristo compie la sua passione redentrice sulla croce del Golgota, Giuda è andato ad impiccarsi.


Maria Grazia Fida
Pedagogista e scrittrice
Emal: fida.pedagogista,@virgilio.it   



3 commenti:

  1. Gesù vuol mostrare e provare al suo traditore il proprio amore intero. Significa che Giuda deve anche sapere che in fondo non c'è niente da tradire in Gesù. E anche che Gesù ama profondamente la volontà di Dio, che si compie nella passione, ama anche colui che con il suo tradimento gli apre la strada, che ora per un attimo ha in mano il destino di Gesù. Perdonare, perdonare sempre!

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  2. L'ora delle tenebre.
    E' il gentame che ronza e rosica intorno al Tempio, salariato dal Sinetrio: i più bassi parassiti del santuario, rabberciati alla peggio in guerrieri; spazzini e portieri che quella sera hanno preso, invece di scope e chiavi, le spade. Erano in molti, "una gran turba", dicono gli Evangelisti, benchè sapessero di andare contro dodici soli che hanno due spade sole. I profeti fanno paura, anche disarmati, alla razzamaglia subalterna.
    - Amico, che sei venuto a fare? Tradisci il Figlio dell'Uomo con un bacio?
    Tu lo sai quel che venne a fare, e sai che quel bacio è il primo dei tormenti e il più duro a sopportare.

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